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Monumenti e storia di Hamburgo

Per aiutarvi nella scelta dei monumenti di Amburgo da vedere, vi presentiamo una selezione di quelli principali con la loro storia ed alcune informazioni pratiche.
Potete stampare questa pagina come una guida-brochure nel formato PDF oppure contattate il nostro partner locale per una visita guidata individuale e personalizata secondo le vostre esigenze.

Municipio di Amburgo - Quartieri di Amburgo - Centro storico - San Pauli (Reeperbahn)Q. Saint Georg - Q. Eppendorf - Q. Rotherbaum - Q. Schanzenviertel
- Q. Altona - Q. Övelgönne - Le Chiese di Amburgo
La Borsa di Amburgo - Passeggiata lungo l'Elba - Cittą deposito, Hafen City e la Filarmonica dell'Elba - Alster e Jungfernstieg - Altri monumenti di Amburgo


Storia della città di Amburgo

 
     
 
Il Municipio di Amburgo

La Piazza del Municipio ed il Municipio stesso costituiscono il nucleo del centro della città e ben rappresentano lo sviluppo di Amburgo nel 19esimo e 20simo secolo.

Il grande incendio del 1842 segnò un punto di svolta per il piano urbanistico della città. Andò distrutto un terzo degli edifici (anche il vecchio Municipio in Trostbrucke),perirono 51 persone e 20.000 furono i senzatetto. Il Senato decise di costruire un nuovo Municipio sulla vasta area occupata,in passato,dal Monastero di San Giovanni,fondato nel 1230.

Dopo 43 anni di pianificazione e costruzione,nel 1897 vide la luce e cominciò ad esercitare la sua funzione il Nuovo Municipio, ideato e realizzato in forme neoclassiche.

Questa imponente e complessa opera,le cui fondamenta poggiano su 4.000 pali in quercia a causa del terreno paludoso,divenne e restò l’orgoglio cittadino. E’ la sede del Senato e del Consiglio Civico (Parlamento) della Libera Città Anseatica di Amburgo.

Il Palazzo conta,complessivamente,ben 647 sale tutte conservate nella loro forma originaria. La facciata é ricca di decorazioni e simboli tra cui spiccano,in bronzo, le Quattro Virtù Borghesi e le statue di venti Re ed Imperatori del Vecchio Impero.

Rimarchevole e degna di nota anche la Corte che collega il Municipio con la Vecchia Borsa, oggi Camera di Commercio, di Wimmel in stile classicistico del 1841 (qui ho capito poco ma tu lo aggiusterai….)

 
     
 
I quartieri di Amburgo

Al contrario di città d’arte come Dresda,Amburgo fonda il suo fascino sui suoi molteplici quartieri di recente costituzione, giovani ed animati, il suo carattere portuale e l’umore, amabile e simpatico, dei loro abitanti.

Per contrappunto, gran parte dei quartieri fuori centro città ha mantenuto l’aspetto architettonico della fine del 19simo secolo, in modo che il Visitatore, percorrendo e sostando, possa ben apprezzare il contrasto che, però, fa l’armonia del tutto.

In seguito vi segnaliamo i principali quartieri della città che, ben dosando il soggiorno, sarete in grado di visitare tutti con calma e soddisfazione.

Una soluzione intelligente per rendere interessante il Vostro stare in Amburgo, potrebbe essere il noleggio di una bicicletta. Vi darebbe modo, con poca fatica e molto divertimento, di passare da un quartiere all’altro ed estendere il Vostro girovagare ad un itinerario lungo il fiume Elba o nei quartieri portuali.

I ciclisti, ed anche i pedoni, ad Amburgo, sono molto rispettati!

Vi consigliamo, in modo particolare, una visita guidata da Dominik Pratesi. Troverete i temi (quartieri) delle visite sulla pagina “VISITE GUIDATE” di Latlon-Amburgo.



 
 



 
 
Il centro città – centro storico

Sfortunatamente della città medioevale e barocca ben poco si è salvato dopo il disastroso incendio del 1842 ed in seguito ai martellanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. L’impianto urbanistico attuale è frutto delle delibere, nel tempo,del Senato già a partire dalla fine del 19simo secolo.

I monumenti storici di grande importanza storico/culturale :
Il Municipio
La Borsa
Chiesa di San Jacopo
Chiesa di San Pietro
Chiesa di Santa Caterina
Torre di San Nicola
La Chiesa di San Michele merita una menzione particolare perché è uno dei rari esempi di barocco nella Germania del Nord
.

Interessanti e da vedere anche la Casa del Cile (Chilehaus), la Trostbrucke ed alcune strade limitrofe come il Cremon e la Deichstrasse che sono rimaste intatte nel tempo.

 
 



 
 
Il Quartiere di San Pauli

San Pauli,nelle vicinanze della città nuova,si estende lungo l’Elba tra la vecchia Amburgo e Altona, in passato una città danese.

San Pauli fu fondata alla sommità di una piccola collina (Hamburgere Berg) che ormai è stata spianata per necessità urbanistiche e la cui terra è servita per la costruzione della circonvallazione del 17simo secolo.

Fino al 19simo secolo fu abitata da coloro che non erano ben accetti nella cerchia urbana, fu sede di un ospizio, di attività di trasformazione conseguenti alla caccia delle balene, da una fabbrica di corde (da cui prende il nome la stazione Reeperbahn). Il quartiere ebbe un enorme sviluppo demografico nella seconda metà del 19simo secolo, dopo l’occupazione napoleonica, e visse un profondo rinnovamento di integrazione con la città che, al debutto, l’aveva emarginato.

Questa matrice un po’ “maledetta” ha contribuito alla mitologia della zona che è rimasta dedicata, se vogliamo, alle attività meno “serie” della città. Quando si pensa, oggi, a San Pauli ed alla Reeperbahn, si immagina automaticamente divertimento e “libero amore” per non usare terminologia più cruda.

San Pauli è l’alter ego del “Quartiere a luci rosse” di Amsterdam ma con molta più vivacità, con più sfaccettature e molti più temi di attrazione.

E’ un quartiere che sta attraversando una certa evoluzione grazie alla sempre più cospicua presenza di studenti, giovani, artisti che hanno mitigato la fama trasgressiva del luogo per cominciare a farne una piacevole zona a vocazione più intellettuale, portando alla costruzione di teatri, sale da concerti, bars e pub di intonazione british ma di salda matrice tedesca.

Non a caso la mente va, menzionando San Pauli, alla più famosa rock band del mondo, The Beatles, ricordando che qui sono cresciuti musicalmente.

Si potrebbe dire che stiamo parlando di una fiaba a lieto fine che era partita male, consumando segregazione ed attività che dovevano essere poco visibili ai benpensanti per arrivare, in un lento ma progressivo processo evolutivo, all’affermazione della ragione sull’istinto.

Oggi il quartiere vive un migliore equilibrio tra “amore mercenario” (la Prussia, dal 1866 al 1937, aveva stabilito che la prostituzione di Amburgo dovesse essere nascosta qui,nelle stradine “chiuse” e dietro le “vetrine” ammiccanti, perché poco edificante in città) e vita sociale di puro svago.

San Pauli, quindi, sta imboccando la strada del quartiere chic dove è più piacevole anche vivere e non solo divertirsi. Significativo segnale in questo senso sono i nuovi edifici commerciali sorti a corona della Reeperbahn che portano la firma di architetti del calibro di Chipperfield o Teherani.

 
     
 
Le Quartier Saint Georg

Le nom du quartier provient de l'ancien hôpital des lépreux Saint Georg. Jusqu'au milieu des années quatre-vingt-dix, le quartier Saint Georg était insalubre et était connu pour son milieu de la drogue. Actuellement, St Georg devient un nouveau centre multiculturel, d'artistes et de la mode. De plus, c'est aussi le quartier gay de Hambourg. Le quartier est situé non loin de la gare centrale et est délimité au Nord-Ouest par le Außen Alster. Le centre du quartier est sur la Hansaplatz.

Vi consigliamo, in modo particolare, una visita guidata da Dominik Pratesi. Troverete i temi (quartieri) delle visite sulla pagina “VISITE GUIDATE” di Latlon-Amburgo.

 
     
 
Il Quartiere Eppendorf

Eppendorf è un quartiere mondano e chic. Posizionato non lontano dal centro, ha il vantaggio di costituire uno dei polmoni che rendono la città vivibile ed ecologicamente avanzata. Grandi aeree verdi si alternano a piazze vivaci ed eleganti dove si trovano caffè, boutique , ristoranti e che vanno a creare una zona urbanisticamente molto interessante.

Le strade più frequentate sono Eppendorfer Baum ed Eppendorfer Landstrasse. Due volte alla settimana sono animate da uno dei mercati tradizionali più amati come l’Isemarkt che raduna espositori regionali che mettono in vendita i propri prodotti artigianali, non sempre a buon mercato, ma di qualità.

In questo quartiere, vasto e variegato, trovano sede anche il famoso e grande Stadtparkt (Parco della Città) ed Ohlsdorf, il cimitero più grande d’Europa.

Contribuiscono al fascino di questo quartiere le strade fiancheggiate da bellissimi edifici della fine “ 800 ed inzio “900, i cui esterni sono adornati da pregevolissimi stucchi.

Per arrivare ad Eppendorf prendete la metro U3 fino ad Eppendorfer Baum o Kellighusenstrasse, in alternativa gli autobus numero 20 o 25.

 
     
 
Il Quartiere di Rothenbaum (Posseldorf)

Ha le stesse qualità di Eppendorf ma è adagiato sulla riva del fiume Alster esteriore.

È ricco di strade eleganti con ville ed edifici di pregio che conferiscono alla zona una vocazione residenziale, tranquilla, riposante. Avrete l’opportunità di fare una piacevolissima passeggiata sul lungofiume e poi, allontanandosi dall’acqua, entrare a scoprire il quartiere ebraico di Grindelhof, dove ha sede l’Università di Amburgo. Il quartiere ha mantenuto il suo aspetto originale ed un po’ retro’ perché è scampato ai massicci bombardamenti dell’ultima guerra mondiale.

Vi consigliamo, in modo particolare, una visita guidata da Dominik Pratesi. Troverete i temi (quartieri) delle visite sulla pagina “VISITE GUIDATE” di Latlon-Amburgo.

 
 



 
 
I Quartieri Schanze e Karo

In prossimità della Fiera e della Torre della televisione si trovano questi due quartieri meno eleganti di quelli descritti in precedenza ma più “alternativi” ed un po’ più “trasgressivi”, ma con saggia moderazione…

Sono quartieri di etnia molto più mista ed eterogenea, fatta di giovani tedeschi ed altri giovani provenienti da grande parte del Mondo che qui hanno trovato e trovano il modo di confrontarsi piacevolmente negli affollati e tipici locali pubblici che costituiscono il punto di ritrovo e la socialità degli Amburghesi, più o meno autoctoni…per crescere, studiare e lavorare insieme.

Ma nulla garantisce che tutto rimanga, a lungo, così naif. Sta diventando sempre più di moda abitare in questi quartieri ed intellettuali, artisti, stilisti, giovani rampanti stanno scegliendo di vivere qui con relativo lievitare di prezzi degli alloggi...

 
     
 
Le quartier d'Altona

Già dal 1937 ad oggi, Altona è un (in effetti due) Distretto politico della città di Amburgo e ne fa parte integrante. Ma non è stato sempre così. In origine venne documentata come villaggio di pescatori edificato vicino ad Amburgo (All to Nah = molto o troppo vicino in lingua arcaica) ma apparteneva al Ducato di Pinneberg, quindi fuori della giurisdizione di Amburgo.

Nel 1640 divenne città danese e lo rimase fino al 1867. Durante questo periodo,Altona prese uno sviluppo tale da divenire la seconda città danese per importanza e seconda solo a Kopenhagen.

Il Regno di Danimarca ne fece una città di grande importanza strategica, libera e religiosamente tollerante a tal punto che varie confessioni, fortemente diverse tra loro,ebbero modo di convivere pacificamente.

Ugonotti, luterani ed ebrei professarono il loro Credo senza ostilità tra loro e furono accolti in città senza pregiudizio alcuno.

Economicamente Altona prosperò, pacificata per lungo tempo, permettendo l’installazione di industrie che producevano e trasformavano materie prime nei settori tessile e manifatturiero, nella lavorazione del tabacco e nella distillazione della birra.

Importanti compagnie commerciali prendevano il loro spazio nello sviluppo del porto che andava collocandosi tra i più importanti d’Europa.

Dal 1867 Altona fu inglobata nel territorio dell’Impero Prussiano e quindi, nel 1937, con la legge detta della “Grande Amburgo” fu integrata alla Città Anseatica in maniera definitiva, come oggi la conosciamo, cioè maxi-quartiere.

Altona, infatti, conta una superficie di circa 78 chilometri quadrati con ben 250.000 abitanti e contiene, al suo interno, i due quartieri popolari di St Pauli ed Övelgönne. Meritevole di una visita, in passaggio per Altona, è il Municipio, magnifico edificio classicistico. Altri edifici vicini ricordano lo splendore di questa vera e propria città ,ospitale e cosmopolita, adesso solo grande quartiere di Amburgo.

Vi consigliamo, in modo particolare, una visita guidata da Dominik Pratesi. Troverete i temi (quartieri) delle visite sulla pagina “VISITE GUIDATE” di Latlon-Amburgo.

 
     
 
Il Quartiere di Övelgönne

Per la scoperta di Övelgönne suggeriamo una passeggiata da compiere, in tutto relax, in un’ora circa lungo il fiume Elba. Per arrivare all’inizio della passeggiata si deve prendere il bus numero 112 dalla stazione di Altona e scendere alla fermata Neumühlen/Övelgönne. Una breve visita al piccolo Museo del Porto, la passeggiata si snoderà attraverso le “spiagge” di sabbia su cui si affacciano interessanti edifici del 19mo e 20mo secolo. Qui si trovano anche i caratteristici ristoranti con le specialità,soprattutto di pesce,che rendono appetitosa la cucina amburghese.

Uno dei locali più chic è “Le Nouveu Canard” (ma si devono salire i 126 scalini/Himmelsleiter) verso la Elbchaussee.

Alla fine della passeggiata si arriva a Teufelsbruck, di fronte alla grande fabbrica di Airbus e si può tornare in centro con varie soluzioni di mezzi pubblici : in traghetto (numero 64 verso Finkenwerder oppure 62 verso Sandtorhafen/Landungsbrücken) oppure in bus (numero 36 che porta in stazione).

 
     
 
Le Chiese di Amburgo

Nonostante Amburgo non sia una città particolarmente ricca di luoghi di culto come Colonia, in città si trovano chiese a cui rivolgere particolare attenzione per poter completare degnamente una visita storica.

Purtroppo la più bella chiesa gotica, San Nicola (St. Nikolai), è stata distrutta dai bombardamenti della guerra e di essa sopravvive solo la Torre, alta 115 metri. Oggi le rovine e la Torre sono rimaste solo a testimonianza e commemorazione dell’intuibile bellezza.

La chiesa di Santa Caterina (St. Katarinen), ricostruita dopo la seconda guerra mondiale,conserva vestigia che risalgono al 13mo secolo (la base della torre) ed altre parti risalenti al 15mo e 19mo secolo.

Un’altra chiesa , ricostruita su progetto dell’Architetto Alexis Chateauneuf dopo il devastante incendio del 1842, è San Pietro (Sankt Petri). Il suo rifacimento in stile neogotico ha ricalcato fedelmente lo stile originale,soprattutto all’interno.

Di vero interesse, la chiesa di San Michele, raro ed ammirevole esempio di barocco del Nord Europa.

Da non dimenticare la chiesa di San Jacopo (Sankt Jacobi) con molti resti medioevali all’interno ed un bellissimo organo di Arp Schnitger del 1693.

Nella nostra lista non può mancare la chiesa che fu la più importante di Amburgo, il Duomo di Santa Maria di cui, però, abbiamo solo memoria perché non arrivata a noi. Fu distrutta nel 1805, al termine dello statuto speciale che regolava l’enclave cattolico di questa città. Non integrandosi nella costituzione repubblicana, promulgata appunto nel 1805 e non trovando giusto compromesso, fu abbattuta.

 
     
 
La Borsa di Amburgo

La Borsa di Amburgo esisteva già nel lontano 1558 ed era tra le prime di Germania.

Si trovava, fino al 1840, nelle vicinanze di Trosbrücke. Poi il nuovo edificio in stile classicistico (con alcuni chiari riferimenti a Palladio) fu costruito dagli architetti Carl Ludwig Wimmel e Franz Gustav Joachim Forsmann al posto del Monastero di Santa Maria Maddalena. Fu salvato dalle fiamme dell’incendio del 1842 dai commercianti stessi e fu poi ampliata negli anni 1859 1880 e 1909.

Nel 1886, proprio dietro la Borsa, fu edificato il nuovo Municipio ed i due Palazzi furono collegati da un cortile.

Dal 1999 la Borsa è stata spostata e l’edificio, oggi, ospita la Camera di Commercio.

Di grande importanza negli scambi commerciali e finanziari,nei secoli scorsi la Borsa di Amburgo ha avuto una parte determinante nella contrattazione di generi alimentari come i cereali ed il caffè.

 
 



 
 
Passeggiata lungo l’Elba (Landungsbrücken,Elbtunnel,Fischmarkt)

La città portuale di Amburgo offre il vantaggio di scoprire anche mezzi di trasporto fluviali e marittimi che interessano la zona in cui l’economia della città ha gettato le basi del suo consolidamento, soprattutto nel primo trentennio del ‘900.

Per una visita accurata, ritorna il tema della passeggiata calma e rilassata,a partire dal Landungsbrücken di St. Pauli, zona ancora molto animata soprattutto all’arrivo o alla partenza delle grandi navi da crociera come la Queen Mary II. Si potranno ammirare due belle barche a vela storiche, quindi il magnifico edificio di Landungsbrücken del 1909 ed il primo tunnel sotto l’Elba (Sankt Pauli Tunnel) del 1911 che si può percorrere sia in auto (Euro 02,00 di pedaggio) che a piedi. Uscendo dalla parte opposta si potrà ammirare un magnifico panorama della città, dopo aver immaginato quali e quante difficoltà siano state superate per costruire un’opera così ardita per l’inizio del secolo scorso.

Continuando la passeggiata lungo il fiume Elba, si raggiunge il quartiere di Altona-Sankt Pauli, dove, se è domenica mattina, ci si può piacevolmente imbattere nel Vecchio Mercato del Pesce in piena attività.

In questa zona si possono trovare ristoranti piccoli e semplici che però garantiscono menu a base di pesce fresco e cucinato secondo la tradizione.

Vi consigliamo, in modo particolare, una visita guidata da Dominik Pratesi. Troverete i temi (quartieri) delle visite sulla pagina “VISITE GUIDATE” di Latlon-Amburgo.

 
     
 
Città deposito, Hafen City e la Filarmonica dell’Elba

Amburgo ha fatto parte, nell’antichità, della Lega Anseatica che collegava ed univa in un patto di alleanza varie città che si affacciavano sul Mar Baltico e sul Mare del Nord. Un patto di collaborazione economica, sociale, politica, commerciale. Questo elemento determinante ha fortemente contribuito allo sviluppo dell’attività portuale.

Come detto in precedenza, Amburgo è uno dei porti commerciali più importanti ed estesi d’Europa e del Mondo pur non essendo direttamente sul mare ma adagiata sull’estuario del fiume Elba che mitiga gli effetti, a volte non abbastanza, delle imponenti maree del Mare del Nord.

La città deposito costituisce da sola uno spettacolo inimmaginabile per dimensioni e vastità, a partire dai depositi/magazzini edificati negli anni che vanno del 1883 al 1910, una sorta di archeologia industriale ancora in attività su ben 25 ettari di territorio solcati da canali e navigli (Fleet) che risentono dell’alternarsi delle maree che, ancora oggi, dettano il ritmo dell’attività del porto, magari con qualche inondazione che richiama l’uomo ad avere rispetto della potenza della natura.

Fino al 2003 la Città deposito è stata zona doganale e franca ma stava subendo, già dagli anni ’70 con la creazione del porto dei containers, una involuzione per il deposito, a tempo breve, delle merci. Quindi si è iniziato, nel 2005, un graduale processo di cambiamento di destinazione d’uso di questa parte della città portuale. Alle spalle di questa zona, tutto di è trasformato in un enorme cantiere dal quale stanno spuntando edifici futuribili progettati dai più famosi architetti internazionali. Si prevede che tutto questo durerà fino al 2024 ed, al termine, la città avrà un centro ampliato del 40 % dell’attuale estensione.

Già adesso più di tremila persone sono venute ad abitare in questa parte di nuova Amburgo e molte delle grandi aziende internazionali hanno preso sede negli edifici già ultimati. Il progetto più ambizioso resta,comunque, la creazione della Filarmonica (Elbphilarmonie) che prevede la costruzione di una sala da concerto in grado di ospitare 2.150 spettatori, una “saletta” per sole 500 persone, un albergo 5 stelle per 220 ospiti ed appartamenti con vista sul fiume Elba. Sarà un edificio modernissimo e tutto in vetro per creare un grande contrasto con le costruzioni in mattoni che lo circonderanno.

Questa grande opera è stata progettata dallo Studio Herzog & Meuron che si è anche occupato della costruzione degli stadi olimpici di Monaco e Pechino.

 
 



 
 
Alster e Jungfernstieg

Ad Amburgo, il fiume Alster non è solo il fiume che attraversa la città ma ne è anche il nucleo d’origine.

Forma due laghi artificiali: uno esterno (Aussenalster) circondato da grandi parchi e rimarchevoli ville,grande ben 174 ettari. Poi, attraversando i ponti Kennedy e Lombards (che sorgono lungo il tracciato della vecchia fortificazione) forma l’altro lago, interno, grande solo 18 ettari, circondato da grandi magazzini, uffici ed alberghi di lusso. Gli annali della città datano l’esistenza di mulini ad acqua, per far nascere questi laghi, già a partire dal 1190 ma è nel 1235 che i mulini ad acqua assumono una valenza decisiva per la struttura idrica delle acque dell’Alster che, poi, si getta nell’Elba come piccolo affluente dopo aver superato due chiuse.

Lo Jungfernstieg è il viale più famoso di Amburgo ed è il punto di partenza delle “flotte bianche” che propongono escursioni sull’Alster e sui canali, effettuate con piccoli battelli che, un tempo, servivano per il trasporto di merci o operai.

Il viale esisteva già nel 1235 sotto il nome di Reesendamm e, curiosità,fu la prima strada asfaltata di Germania nel 1838. Da questa strada si può avere una bellissima vista panoramica sulla città. Consigliata una sosta all’Alsterpavillon, un caffè di tradizione da sempre frequentato da personaggi famosi, tra i quali Heinrich Heine.

 
     
 
Altri monumenti di Amburgo

Ci sono altri luoghi interessanti in città che meritano una visita. Li abbiamo visualizzati sulla nostra mappa di Amburgo.

La Casa del Cile (Chile Haus) che è un buon esempio dell’architettura espressionista, costruita dal 1922 al 1924 dall’Architetto Fritz Höger su commissione di un facoltoso commerciante molto attivo nel Paese sudamericano.

Consigliata una passeggiata tra la Deichstrasse ed il Cremon, l’unica zona rimasta medioevale e che costituì il primo porto della città nel 1200, per respirare un’atmosfera di fascino antico.

La Trostbrücke, che è la strada che conduce al Municipio, fiancheggiata dagli imponenti edifici adibiti ad uffici fino dal secolo 19mo.

Per una vista veramente onnicomprensiva e generale si potrà salire sulla Torre di San Michele e, appena finiti i restauri, sulla Torre della televisione di Heinrich Hertz, alta ben 280 metri.

Vi consigliamo, in modo particolare, una visita guidata da Dominik Pratesi. Troverete i temi (quartieri) delle visite sulla pagina “VISITE GUIDATE” di Latlon-Amburgo.

 
   
 
Storia della città di Amburgo

Le Origini. -
“Freie und Hansestadt Hamburg “/” Città Libera ed Anseatica di Amburgo”.

Questo è il nome completo della seconda città tedesca ed è una denominazione che ne riassume bene le caratteristiche particolari.

Nonostante che gli archeologi attestino tracce preistoriche e celtiche, la vera storia di Amburgo inizia nel Nono secolo dopo Cristo.

Hammaburg – Carlo Magno e la Cristianizzazione del Nord. -
L’Imperatore dei Franchi riuscì a controllare la Regione sassone del Fiume Elba grazie al sostegno delle Tribù degli Obriti. Nell’810 d.c. fece costruire una prima chiesa tra Alster e Bille, i due fiumi che bagnano ancora oggi Amburgo, e l’Abate Heridag ebbe l’inacarico della cristianizzazione della regione pagana dello Schleswig Holstein e dei Paesi Scandinavi; per la difesa di questa piccola chiesa fu costruita una fortificazione chiamata Hamm che significa palude e dalla quale deriva il nome Hammaburg (fortilizio sulla palude) che poi diverrà il nucleo di Hamburg.

In seguito, regnante il Sovrano Ludovico il Pio, Hammaburg salì al rango di Arcivescovato sotto la guida accorta e ferma del Vescovo di Brema Ansgar, un ambizioso Benedettino di umili origini.

Hammaburg, crescendo all’ombra della potente Ecclesia di Brema, cominciò ad essere sempre più importante a livello politico ed amministrativo ottenendo, al tempo stesso, maggiore libertà commerciale.

Già intorno all’anno Mille, Amburgo strinse alleanza economica con altre città della Regione del Mar Baltico e, politicamente, si divise in due amministrazioni: la prima (Hammaburg) governata dall’Arcivescovo e la seconda (San Niccolò) governata dalla Famiglia Billunger, di nobile stirpe sassone.



Amburgo all’epoca degli Schauenburg. -
Con la morte dell’ultimo Billunger salirono al potere i Duchi di Schauenburg.

Sotto la loro guida, nel dodicesimo secolo, Amburgo allargò il suo territorio alle Isole poste nell’estuario del Fiume Elba e fu creato il Lago artificiale dell’Alster, le cui acque movimentavano le macine dei mulini ad acqua edificati su tali Isole.

La città crebbe ulteriormente in estensione e potenza fino ad ottenere da Federico Primo Barbarossa (lo si ricava da decreto di dubbia originalità della fine del dodicesimo secolo, più probabilmente redatto un secolo dopo) lo “status” di città franca, libera ed indipendente.

A difesa dalle possibili infiltrazioni dei Popoli del Nord (Danesi) fu eretta una fortificazione con bastioni le cui vestigia sono oggi scomparse ma ricordate dai nomi delle strade come Steintor (Torre di Pietra) o Alstertor (Torre dell’Alster).





Amburgo e la Hanse. -

Con la fondazione della Città di Bergen, in Norvegia, intorno all’anno 1070 e delle altre Città di Lubecca, Rostock, Wismar, Danzica e Riga, affacciate sui Mari del Nord e Baltico, presero l’avvio le alleanze mercantili. Infatti il vocabolo HANSE, in tedesco arcaico, significava gruppo o corteo. In origine parola prettamente militare, venne poi usata per definire il gruppo delle Città che collaboravano tra loro.

La “Hanse” teutonica fu fondata nel 1241 tra le Città di Amburgo e Lubecca, inizialmente come alleanza tra mercanti per poi divenire autorevole alleanza di popolo.

Nel Medioevo, periodo di massimo fulgore, la Lega delle “CITTA’ ANSEATICHE” arrivò a contare oltre 300 realtà ma, dopo la Guerra dei Trentanni, la Lega si sciolse riuscendo comunque a sopravvivere all’avvento del nuovo periodo storico che, per convenzione, chiamiamo Rinascimento.

Infatti l’ultima convocazione di Assemblea Anseatica fu dichiarata nel 1669, quasi due secoli dopo la Scoperta dell’America.

Amburgo, Brema e Lubecca vollero continuare nella tradizione che le legava economicamente e solidarmente mantenendo l’antica denominazione di Città Anseatiche che, ancora oggi, fa bella mostra di sé sulle targhe automobilistiche. Lubecca, alla fine del XV secolo, era seconda solo a Colonia, in Nord Europa, per importanza e grandezza. Sul Mar Baltico non aveva rivali nei traffici commerciali navali. Poi, nel 1500, tutti i traffici si spostarono verso l’Oceano Atlantico e Lubecca perse il primato tra le Città Anseatiche, cedendo il passo ad Amburgo e Brema che avevano un accesso migliore al Mare del Nord che metteva in comunicazione con il Grande Oceano delle Americhe.

Un feroce e lucroso fenomeno associato alla Hanse fu la pirateria. Banditi del mare assalivano convogli commerciali per arricchire se stessi e la Lega Anseatica: l’ultimo pirata fu Klaus Kniphof (ucciso nel 1525) ma il più famoso in assoluto fu Klaus Stortenbecker (1360-1419) che fu soprannominato il” Corsaro Rosso”.




Amburgo dal 1400 al 1700. -

Oltre all’epopea delle Città Anseatiche, Amburgo vive, in questi tre secoli fondamentali per la sua storia, altri avvenimenti di carattere politico e sociale.

Alla morte dell’ultimo Duca degli Shauenburg nel 1459, Amburgo era chiamata a dover difendere la propria indipendenza di Libera Città dei tentativi di conquista da parte dei Danesi. Una curiosità: tra il 1640 ed il 1864 Altona, oggi distretto di Amburgo, era la seconda città più popolosa della Danimarca dopo Copenhagen e distava un solo chilometro dal centro di Amburgo. Quindi eresse una fortificazione protettiva al solo scopo di difesa essendo città di pace.

Nel 1500 Amburgo venne annessa, sempre come Libera Città, all’Impero della Bassa Sassonia e successivamente, nel 1618, fu assimilata al Sacro regno Romano delle Nazioni Tedesche.

Dal 1529 Amburgo è città protestante. Ha ospitato, nel sedicesimo secolo, un gran numero di profughi provenienti dai Paesi Bassi che sfuggivano al dominio dei Regnanti Spagnoli. Durante la Guerra dei Trentanni riesce a rimanere neutrale sempre grazie alla fortificazione difensiva ed è sfondo di autorevoli riunioni politiche e conferenze durante questo terribile conflitto.

Dalla fine del 1600 al 1800 Amburgo gode, grazie alla relativa pace, di un grosso sviluppo economico e demografico. La popolazione passa da 30.000 unità del 1700 alle quasi 100.000 del 1787.

In questo lungo periodo, Amburgo diventa una città elegante, pervasa dallo stile barocco e frequentata da intellettuali ed artisti. Si sviluppa una grande tradizione musicale che continua anche ai giorni nostri.

Le destinazioni degli scambi commerciali via mare cambiano, prendendo rotte verso il Nord ed il Sud America.





Storia moderna di Amburgo dal ‘1700 ai giorni nostri. -

Dopo la Rivoluzione Francese, Amburgo cerca di rimanere neutrale fino ad abbattere, in segno di non belligeranza, la cinta fortificata.

Ma questo atteggiamento pacifista non impedirà alle truppe napoleoniche di occupare la città dal 1806 al 1814, utilizzandola come caposaldo e principale avamposto del blocco navale contro il Regno Unito.

Alla caduta di Napoleone, Amburgo si riappropriò della sua autonomia e crebbe smisuratamente d’importanza. In questo periodo accadde il vero sviluppo che trasformò il Borgo sull’Elba in città moderna.

L’economia esplose grazie all’industrializzazione che fu anche alla base del formidabile ampliamento del porto fluviale. Una delle prime conseguenze fu l’urbanizzazione a tappe forzate delle campagne limitrofe.

La popolazione passa da 300.000 unità nel 1860 a più di 1 milione di abitanti già nel 1914. Scomodo rovescio della medaglia furono le epidemie che, colpendo zone molto densamente popolate, falcidiarono migliaia di persone. Una sola epidemia di colera provocò la morte di più di 9.000 amburghesi.

Anche il grande incendio del 1842, che distrusse un terzo della città, contribuì involontariamente alla trasformazione del vecchio borgo medioevale in metropoli.

Territorialmente e politicamente, la grande Amburgo ed i piccoli villaggi vicini furono annessi alla Prussia.

Nel 1871, con la fondazione dell’Impero Tedesco, Amburgo perse parte delle sue libertà doganali ma, nello stesso periodo storico, divenne il porto più importante della Germania ed uno dei più frequentati al mondo, dietro solo a Londra e New York negli scambi commerciali marittimi.

Proprio in funzione dello sviluppo portuale incalzante, il Senato amburghese decise la trasformazione urbana. Al posto del Quartiere di S. Anna (dal quale furono allontanate più di 20.000 persone prima di raderlo al suolo) fu deciso di costruire la città dei magazzini e depositi funzionali allo scalo marittimo.

In quest’area le merci potevano venire stivate senza pagare tasse doganali. I commercianti di ogni specie ne furono entusiasti e, con la benedizione dell’Amministrazione Pubblica, incrementarono a dismisura i loro traffici producendo ricchezza propria e ingente ricchezza territoriale.

Intorno al 1920, fu distrutto un areale medioevale molto esteso nel centro storico che costituiva abitazione per 55.000 abitanti per far posto ai così detti Kontorhauser, enormi edifici adibiti ad ospitare più di 4.000 impiegati, che oltre a costituire un nuovo ceto sociale intermedio, avevano mansioni di amministrazione e coordinamento commerciale. In una parola era nata la burocrazia mercantile.

Il centro di Amburgo, all’inizio del ventesimo secolo, sempre meno cittadini e sempre più cittadini-lavoratori.

La gente preferì uscire dalla cinta urbana e vivere fuori dal centro.

Dopo la Grande Guerra, terminata nel 1918, l’economia amburghese era, come in tutta la Germania, in piena crisi dopo la sconfitta.

Non crisi di valori, però. La democrazia ebbe un sussulto di riaffermazione in politica. I Senatori non furono più eletti a vita, le donne e la classe meno abbiente furono ammessi alle elezioni del Consiglio Civico.

Durante la Repubblica di Weimar, che va dal 1919 al 1933 e rappresentò il tentativo, per la Germania, di uscire dalla disfatta della Prima Guerra Mondiale per avviarsi lungo un cammino di democrazia elettiva poi miseramente naufragato nell’aberrante totalitarismo del nazismo, Amburgo continuò ad essere una città libera ed indipendente.

Proprio nel 1933, i nazisti entrarono in Municipio ed i Senatori ed il Consiglio civico furono esautorati e sostituiti da membri del partito nazional popolare. La rappresentanza delle varie parti politiche fu soffocata dalla dittatura che decise di ampliare la città annettendo al tessuto urbano cittadino i sobborghi di Altona e Harburgo per creare la Grande Amburgo con una superficie ed un’estensione simili a quella attuale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale viene distrutta dai bombardamenti Alleati, rasa al suolo per quasi l’80% per il suo altissimo valore strategico e funzionale alla guerra. Le distruzioni maggiori avvennero tra luglio ed agosto 1943 (le cosiddette notti di Gomorra). I tedeschi definirono l’attacco ad Amburgo “Feuersturm” ovvero tempesta di fuoco e circa 40.000 persone persero la vita.

Gli anni della ricostruzione trasformarono Amburgo in una città ancora più moderna e funzionale, fortemente proiettata nel futuro del trasporto su gomma determinato dal massiccio avvento dell’automobile.



Politica e tradizione. -
Politicamente Amburgo e quasi sempre stata un feudo del Partito Socialdemocratico (SPD). Uno dei più famosi Senatori (i Membri del Consiglio Civico di Amburgo) che la storia della Germania ricordi fu il Cancelliere Helmut Schmidt.

Solo tra il 2001 ed il 2011 la città è stata governata dal Partito Democristiano (CDU) che salì al potere con una inedita coalizione tra CDU e Partito Ecologista dei Verdi di Germania.

Oggi Amburgo è sempre una città portuale che fa dipendere la sua economia da questo singolare scalo marittimo collocato nell’estuario del fiume Elba e che è ancora il più grande della Germania.

E’ una città viva e vivace, cosmopolita ed aperta alle novità, in continua evoluzione anche dal punto di vista intellettuale e sociale. Importanti quotidiani e giornali di opinione vengono stampati sul suo territorio insieme a rotocalchi di attualità. Arti, musica, editoria, musei, istruzione, civismo, architettura hanno il sostegno continuo ed instancabile dell’Amministrazione cittadina che considera come fondamentale ed irrinunciabile l’inserimento del cittadino in un sistema città/Paese che sia rivolto all’integrazione ed al benessere inteso come qualità avanzata della vita del singolo e della comunità.

L’attuale progettualità mira a fare di Amburgo una città europea a tutto tondo e tende a realizzare, come fiore all’occhiello, grandi lavori di trasformazione, abbellimento e funzionalità come Hafen City, la Filarmonica dell’Elba ed il complesso dell’IBA (Fiera Internazionale Edile). Ma la tradizione viene recuperata nel tramandare le istituzioni con la saggezza del passato lontano.

Virtualmente Amburgo mantiene la sua valenza politica autocertificandosi come Città/Stato, denominando il suo Consiglio Civico come Parlamento ed eleggendo dieci ministri reggenti ma dando loro l’appellativo di Senatori.

Un netto richiamo alla civiltà mediterranea nella sua accezione più alta di democrazia e legislazione popolare che fa sentire il suo respiro nella socialità estesa e nel senso civico e dello Stato dei suoi cittadini.

Testo: Dominik PRATESI

 
 


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